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DOPO IL FESTIVAL DI SANREMO SI CONTINUA PARLARE DI mUSICA: A FARE I CRITICI STAVOLTA, I NOSTRI AMICI A QUATTRO ZAMPE

Oggi parleremo di un tema davvero molto particolare! Cosa unisce musica e animali?Abbiamo ricordato molto spesso all’interno di questo blog, le moltissime similitudini che esistono, tra il mondo degli umani e quello degli animali, ma ora abbiamo un motivo in più per farlo! Pensate che nel corso degli ultimi decenni,

Oggi parleremo di un tema davvero molto particolare! Cosa unisce musica e animali?
Abbiamo ricordato molto spesso all’interno di questo blog, le moltissime similitudini che esistono, tra il mondo degli umani e quello degli animali, ma ora abbiamo un motivo in più per farlo! Pensate che nel corso degli ultimi decenni, sono addirittura nate delle nuove discipline, come la zoo musicologia, che si occupa dell’uso estetico della comunicazione sonora, presso gli animali. Questi studi dimostrano che, proprio come noi umani, anche gli animali amano e apprezzano la musica, ma non solo, sembra proprio che essi siano sensibili al genere di musica che sentono. La musica è capace di distrarre, lenire o infastidire gli animali, esattamente come accade per noi, quando ascoltiamo un suono che giudichiamo piacevole oppure sgradevole. La frase “è tutta una questione d’orecchio” sembrerebbe avere delle evidenze concrete, se si pensa che la percezione del suono è presente in larga parte delle specie animali, dagli insetti ai mammiferi. I cani hanno la capacità di rilevare onde sonore fino a 40 mila Hertz, mentre nei gatti le orecchie possono ruotare di 180 gradi e funzionare come dei veri e propri radar! Come capirete, oltre all’olfatto, anche l’udito degli animali è superiore al nostro, in termini di funzioni, sensibilità e spettro di percezione.
Questo ci spiega perché la forma di comunicazione degli animali, avviene attraverso una larga gamma di suoni tipici, a seconda delle diverse specie. Non è un caso se gli ingegneri di una tra le più conosciute piattaforme di streaming musicale, hanno deciso di creare una vera e propria playlist di canzoni da far ascoltare agli animali, classificando la scelta dei vari generi, in base alle diverse specie e alle varie caratteristiche comportamentali. Il progetto nasce da un’invenzione di Spotify e si basa su uno studio condotto, sull’utilizzo della musica da parte dei proprietari di animali domestici. Le statistiche emerse da questa ricerca, dimostrerebbero che 8 persone su 10, sono inclini a sostenere la musica, come uno tra gli elementi preferiti dai loro amici a quattro zampe, o comunque, come un potente strumento per combattere in loro sintomi di stress e nervosismo.
Gli animali diventano protagonisti attenti ed esigenti critici musicali, quindi non ci resta che affrontare la risposta a questa domanda: “quale genere scegliere?”.

MUSICA CLASSICA PER I CANI

Arrangiamenti semplici e suoni bassi e profondi, sembrerebbero essere perfetti per calmare il sistema nervoso dei cani. La musica classica è capace di cambiare l’ambiente, diffondendo nello spazio una sensazione di calma e di relax, che porta subito i nostri amici a quattro zampe a smettere di abbaiare.
Questa può essere un’ottima strategia da adottare, soprattutto se si hanno cani particolarmente ansiosi, o che hanno discontinuità nel sonno. Adattissima anche per i cuccioli, che provano un piacere evidente nell’ascoltare alcuni tipi di melodie classiche e riescono immediatamente a calmarsi e a rilassarsi, anche nelle situazioni più delicate. Il panorama musicale vi offre una scelta ampissima, Mozart, Beethoven, Bach, Fauré e molti altri. Qualunque sia la vostra preferenza, ricordate che questi suoni garantiscono degli stimoli cognitivi molto importanti e generano un senso di appagamento, che potrete certamente condividere insieme ai vostri amici a quattro zampe.

I GENERI PREFERITI DAI GATTI

Forse non ci avremmo mai creduto, ma i gatti dimostrano di essere molto più esigenti dei cani quando si tratta di musica! Non amano un genere specifico, quindi se sperate di ricevere indicazioni da parte loro, su quale sia il brano giusto su cui schiacciare play, abbandonate le speranze in partenza!
Ciò che è certo, è che praticamente tutte le specie di gatti, sono più inclini all’ascolto di frequenze simili all’estensione vocale felina, che è più acuta della nostra. Anche in questo caso le melodie classiche alla Chopin, sembrerebbero essere la soluzione ideale, se quello che si vuole ottenere, è un effetto calmante.
Questo perché, appena nati, i cuccioli sono totalmente ciechi e sordi, e il loro cervello è ancora in fase di sviluppo. Il primo rumore percepito dai gattini è infatti quello materno e da adulti qualsiasi melodia che assomigli o sia in grado di riprodurre un suono simile, sarà in grado di trasmettergli tranquillità. Potremmo dire quindi, che la musica per i gatti, ha una sorta di significato biologico. Ecco il motivo per cui i gatti, se fossero nel mondo umano, sarebbero i più temuti critici musicali!
Note lunghe e melodie composte appositamente, che richiamano i suoni delle loro fusa… non vi
resta che provare a comporre!

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Meglio abbandonare ogni forma di antropocentrismo quando si parla di musica, perché come avrete capito, questa, non è un fenomeno esclusivamente umano. D’altronde, se ci pensate, la comunicazione tra gli animali è una delle più antiche forme d’arte mai esistita.
Ogni specie su questa terra, emette suoni adatti a comunicare stati d’animo o situazioni di pericolo, ma soprattutto la natura è ricca di paesaggi sonori diversissimi tra di loro, e questa creazione si deve proprio agli animali.
Negli ultimi anni, numerose ricerche hanno addirittura dimostrato, che la riproduzione di musica o di suoni naturali, negli animali sottoposti alle cure umane, possono avere degli effetti fortemente benefici. La conoscenza della musica e l’uso appropriato che l’uomo può farne nei confronti degli animali è un atto d’amore a tutti gli effetti.
Abbiamo scritto questo articolo, per trasmettervi delle informazioni interessanti e curiose in modo
giocoso, ma teniamo a ricordavi che un uso scorretto della musica può provocare in loro anche sentimenti di rabbia e di paura, contrari agli esempi di comportamento armonici che vi abbiamo descritto in precedenza. Le strutture emotive della musica, negli animali, hanno infatti effetti specifici sulle diverse aree cerebrali, associate all’elaborazione di diverse emozioni. È importante sottolineare questo argomento, perché bisogna essere consapevoli che la musica, può si essere utilizzata per favorire il benessere degli animali, ma può essere dannosa se sottoposta al loro ascolto, senza conoscere almeno le informazioni fondamentali sul suo utilizzo.

Non dimenticate che anche nelle scelte apparentemente più superficiali, gli animali dipendono da noi!

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