10 razze di cane vietate nel mondo

Ecco un’elenco di 10 razze di cane vietate nel mondo: fatti guidare da Bliss Pets, i professionisti nel trasporto di animali.

Nel mondo esistono leggi e normative che regolano la detenzione e l’ingresso di specifiche razze canine. Più di 84 Paesi, dall’Europa all’Asia, passando per le Americhe e l’Oceania, hanno inserito nel proprio ordinamento un elenco dei cani vietati, motivando le scelte con esigenze di sicurezza pubblica, contenimento dell’aggressività e tutela dei cittadini. Le limitazioni variano da divieti assoluti fino a obblighi di guinzaglio, museruola o autorizzazioni speciali.

In molti casi, parlare di “razza vietata” significa riferirsi a una legislazione nazionale che ne proibisce l’adozione o l’ingresso. In altri casi, come negli Stati Uniti o in Svizzera, la normativa può essere locale, ossia imposta da stati, contee o comuni. Questo rende il panorama internazionale molto complesso, soprattutto per chi viaggia con il proprio animale.

Elenco delle 10 razze di cani vietate nel mondo

 Ecco le 10 razze di cani vietate nel mondo, con indicazione dei Paesi, motivazioni e implicazioni per chi viaggia.

  1. Pit Bull Terrier
    Dove è vietato: Regno Unito, Francia, Germania, Danimarca, Grecia, Portogallo, Austria, Australia, Nuova Zelanda.
    Motivazioni: Alta aggressività, uso storico nei combattimenti, elevato numero di incidenti.
    Per i viaggiatori: È una delle razze più difficili da trasportare all’estero. Richiede valutazioni comportamentali oppure viene del tutto esclusa da alcuni Paesi europei.
    Nota: Tra i principali cani vietati in Europa.
  2. American Staffordshire Terrier
    Dove è vietato: Francia, Germania, Inghilterra, Austria, Grecia.
    Motivazioni: Rientra nella categoria dei pit bull; molto forte e difficile da gestire senza addestramento.
    Per i viaggiatori: Sottoposto spesso a restrizioni anche in transito. Richiede certificati e condizioni di trasporto speciali.
  3. Rottweiler
    Dove è vietato: Parzialmente in Germania, Spagna e Portogallo (soggetto a severe restrizioni).
    Motivazioni: Potenziale aggressivo in ambiente urbano, rischio per la sicurezza.
    Per i viaggiatori: Necessario consultare regolamenti locali. Talvolta richieste museruola e assicurazione.
  4. Dogo Argentino
    Dove è vietato: Regno Unito, Australia, Danimarca, Norvegia, Grecia.
    Motivazioni: Razza da caccia considerata non compatibile con ambienti domestici.
    Per i viaggiatori: Può essere bloccato in dogana. In alcuni Paesi è classificato come pericoloso per legge.
  5. Fila Brasileiro
    Dove è vietato: Inghilterra, Austria, Nuova Zelanda.
    Motivazioni: Difficile da addestrare, forte istinto territoriale.
    Per i viaggiatori: Rifiutato in molte compagnie aeree. Richiesto spesso il trasporto in gabbie rinforzate.
  6. Japanese Tosa (Tosa Inu)
    Dove è vietato: Giappone (nella vita urbana), Regno Unito, Norvegia, Irlanda, Danimarca.
    Motivazioni: Impiego nei combattimenti canini; dimensioni e potenza.
    Per i viaggiatori: Molti Paesi ne vietano la sola presenza sul suolo nazionale.
  7. American Bulldog
    Dove è vietato: Danimarca, Vanuatu, alcune province canadesi.
    Motivazioni: Episodi di attacco registrati, leggi preventive.
    Per i viaggiatori: Inserito spesso in blacklist di compagnie aeree e Paesi extra-UE.
  8. Cane Corso
    Dove è vietato o in discussione: Inghilterra, Irlanda.
    Motivazioni: Forza fisica importante, soggetto a vigilanza da parte delle autorità.
    Per i viaggiatori: La situazione è in evoluzione; è bene controllare prima di organizzare un trasferimento.
  9. XL Bully (American Bully XL)
    Dove è vietato: Inghilterra e Galles (dal febbraio 2024).
    Motivazioni: Alto numero di attacchi, difficoltà di controllo.
    Per i viaggiatori: In UK è vietato possederlo, venderlo o importarlo. È uno dei principali cani vietati in Inghilterra.
  10. Dobermann
    Dove è vietato o limitato: Alcuni Stati USA, discussioni aperte in Spagna e Germania.
    Motivazioni: Talvolta considerato imprevedibile, reattivo sotto stress.
    Per i viaggiatori: Può richiedere certificazione comportamentale per essere ammesso.

Confronto con l’Italia: i cani vietati in Italia

 In Italia non esiste una vera e propria lista di cani vietati, ma il Ministero della Salute ha emanato in passato un elenco di razze “potenzialmente pericolose”, oggi superato da un approccio responsabilizzante per il proprietario.
Le normative attuali non vietano nessuna razza, ma obbligano a:
• Utilizzare guinzaglio e museruola in contesti pubblici per cani aggressivi;
• Partecipare a percorsi educativi in caso di episodi segnalati;
• Registrare episodi problematici nel microchip del cane.
Di fatto, nessun cane è vietato in Italia, ma alcune razze (come il pit bull o il rottweiler) possono essere oggetto di attenzione da parte delle autorità.

Consigli per chi viaggia con razze soggette a restrizioni

Se devi trasferirti o viaggiare con una delle razze sopra elencate, è fondamentale:

  1. Verificare la normativa del Paese di destinazione: molti siti web governativi hanno elenchi aggiornati dei cani vietati nel mondo.
  2. Affidarti a un operatore specializzato: Bliss Pets offre servizi personalizzati per il trasporto dei cani soggetti a restrizioni.
  3. Procurarsi la documentazione veterinaria e comportamentale: in alcuni Paesi è richiesto un certificato di buona condotta del cane.
  4. Considerare l’uso di trasportini certificati e voli cargo: soprattutto per razze grandi o ritenute a rischio.

È importante anche sapere che alcune compagnie aeree vietano i cani brachicefali (come bulldog francesi o carlini) per motivi respiratori, al fine di evitare il viaggio più complesso anche per queste razze non “pericolose”.

Se possiedi una delle razze soggette a restrizioni o se il tuo cane, ad esempio, rientra tra i cani vietati in Francia, Germania, Austria, Grecia o Portogallo, contattaci per ricevere una consulenza su misura. Ti guideremo passo dopo passo verso una partenza sicura e conforme alle normative internazionali.

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