Importazione cani e gatti dall’estero: norme e consigli

Ti sei innamorato di un cucciolo che si trova al di là del confine e non sai come fare per portare un cane in Italia dall’estero? È questa la prima prova che dovrai superare in qualità di futuro padrone, perché solo conoscendo tutti i passaggi da seguire potrai dare inizio […]

Ti sei innamorato di un cucciolo che si trova al di là del confine e non sai come fare per portare un cane in Italia dall’estero? È questa la prima prova che dovrai superare in qualità di futuro padrone, perché solo conoscendo tutti i passaggi da seguire potrai dare inizio alla vostra nuova vita insieme.

Quando si parla di “importazione cani” sono tantissime le domande che sorgono spontanee: quali documenti servono? Come funziona il viaggio? A chi devo affidarmi?

Insomma, c’è chi sceglie di adottare una razza specifica di un determinato paese, chi opta per l’adozione di un cucciolo da un particolare allevatore, chi desidera donare una casa sicura e accogliente a un animale che vive in un rifugio…

Qualsiasi sia la ragione, per importare in Italia animali da compagnia è necessario disporre di tutta una serie di documenti che permetteranno al tuo nuovo amico di arrivare in totale sicurezza.

Importazione animali da compagnia: cosa c’è da sapere

 


Innanzitutto, la norma CEE stabilisce che non possono essere importati gli animali con meno di 3 mesi. Pertanto, una volta compiuta l’età prestabilita, devono essere vaccinati contro la rabbia e solo 21 giorni dopo la somministrazione possono accedere nei paesi dell’Unione Europea.

Portare un cane dall’estero in Italia è possibile, ma ci sono alcune regole a cui attenersi per evitare qualsiasi tipo di problema. Prima di tutto, dobbiamo distinguere tra i cuccioli che arrivano dagli stati membri dell’UE e quelli che, invece, provengono da paesi extraeuropei.

Importare animali provenienti da paesi UE


In questo caso, la documentazione richiesta prevede che gli animali siano identificati tramite tatuaggio leggibile o microchip e che il passaporto (chiaramente valido) sia rilasciato da un veterinario autorizzato dalle autorità nazionali. Il passaporto, inoltre, deve certificare l’avvenuta somministrazione del vaccino contro la rabbia.

Le regole valgono anche per altri Stati o territori europei che utilizzano allo stesso modo il Passaporto per animali da compagnia. Li elenchiamo:

  • Città del Vaticano
  • San Marino
  • Norvegia
  • Svizzera
  • Principato di Monaco
  • Islanda
  • Guyana Francese, Martinica e Riunione, Guadalupe
  • Andorra
  • Groenlandia
  • Azzorre e Madeira
  • Isole Canarie, Baleari, Melilla e Ceuta
  • Gibilterra
  • Isole Faroe

Importazione animali provenienti da paesi extraeuropei


Per cani e gatti provenienti da paesi fuori dall’Europa, la situazione è un po’ più complessa, ma nulla di cui preoccuparsi. I documenti necessari sono i seguenti:

  • Certificato Veterinario Europeo rilasciato massimo 10 giorni prima della partenza dall’autorità locale competente. Le informazioni che vanno riportate sono: vaccinazione contro la rabbia effettuata e identificazione dell’animale tramite microchip. Va specificato che tale certificato ha validità per gli spostamenti all’interno del territorio europeo, per un periodo massimo di 4 mesi o fino alla scadenza delle vaccinazioni.
  • Certificazione di vaccinazione antirabbica e altre vaccinazioni ovviamente in corso di validità. All’animale il vaccino va somministrato non più di 21 giorni prima e non meno di 1 anno dal suo arrivo in Italia.

Se vuoi portare un gatto in Italia dall’estero, devi sapere che, nel caso in cui provenga dalla Malaysia o dall’Australia, può accedere a patto che non sia stato ospitato presso strutture nelle quali, durante gli ultimi 60 giorni, sono stati rintracciati e confermati casi di malattia di Hendra. Inutile dire che serve dichiarazione ufficiale.

In alcuni casi, alla lista dei documenti si aggiunge la titolazione anticorpale contro malattie infettive come la rabbia. Si tratta di un semplice prelievo del sangue che ci informa sull’immunità dell’animale e sulla necessità di vaccinarlo. Devono passare 3 mesi dalla data dell’esame prima che gli animali possano essere importati.

Cani e gatti dall’estero: ecco qualche consiglio


Prima di prendere la decisione definitiva, informati su tutte le malattie legate al paese di provenienza del tuo futuro amico a quattro zampe e assicurati che sia preparata la documentazione che attesti i controlli completi.

Non è inutile ribadire che le regole sull’età sono ferree: in Italia i cuccioli con meno di 3 mesi e 21 giorni non possono essere importati, viaggerebbero illegalmente. Per questo, non fidarti di allevatori e organizzazioni che ti propongono l’arrivo di animali che non hanno raggiunto l’età idonea.

Ma soprattutto, non affidarti a venditori sospetti o ad acquisti on-line: il traffico illegale di cuccioli è purtroppo in continuo aumento e movimenta l’intera Europa.

Come prepararsi all’arrivo del cucciolo 

Una volta chiuso il capitolo delle formalità, il tuo cucciolo può attraversare il confine e arrivare da te. La prima cosa da fare è creargli un ambiente accogliente, confortevole e sicuro, un angolo tutto per lui in cui possa riposarsi in tranquillità.

Non solo giochi, ma stimoli e opportunità di esplorare il mondo che lo circonda. Abitualo al maggior numero di rumori e luoghi possibili e, soprattutto, assicurati che si trovi bene in quelle circostanze.

Insomma, per portare un gatto dall’estero in Italia, o perchè no un cucciolo di cane, è necessario seguire una serie di passaggi, richiedere un certo numero di documenti e accertarsi che tutte le vaccinazioni e i controlli appositi siano stati fatti in tempo per la partenza. Per non parlare di tutti i possibili inconvenienti che possono verificarsi. Ecco, di tempo ce ne vuole ma… diciamocelo, ne vale assolutamente la pena!

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